Living on the Edge

Enric Batlle
10 - 12 settembre 2014






















Objective

Il corso si propone di conoscere il territorio a partire dall’analisi delle dinamiche che sono intrinseche ad esso, delle forze che su di esso agiscono.
Infatti, è attraverso lo studio delle caratteristiche proprie di un paesaggio che si riescono ad individuare quei luoghi le cui potenzialità possono convertirsi in occasioni di progetto. Nel momento in cui ci confrontiamo con la necessità di intervenire in una parte di città per completarla, la maniera migliore per farlo è attraverso la comprensione delle regole che governano il suo territorio. Solo in questo modo riusciremo ad assecondare queste forze ed a sviluppare un progetto strettamente vincolato ad esso.


Course syllabus

Cercando il limite; limiti, infiltrazioni, connessioni.
Si propone di analizzare il territorio oggetto di studio cercando di individuare quei luoghi le cui potenzialità possano convertirsi in opportunità di progetto.
Non si tratta solo di individuare un’area, bensí di determinare le forze di quel luogo che ci aiuteranno a sviluppare un progetto che sia fortemente vincolato al territorio.

Abitando il limite; il luogo e l’abitare.
L’obiettivo è convertire il sito scelto in un luogo da abitare; saranno le forze che agiscono sul luogo stesso quelle che ci aiuteranno a trasformarlo in un luogo abitato.
Non si tratta solo di progettare un edificio di residenze, ma di stabilire una strategia architettonica che contempli contemporaneamente l’essere abitabile e l’essere vincolato al luogo dell’edificio.

Vivere al limite; housing & spazi aperti.
Si formalizzerà un’unica strategia che cerchi di rispondere allo stesso tempo a valori architettonici, urbanistici e paesaggistici.
La strategia scelta si presenterà in modo concettuale, mettendo in evidenza le relazioni stabilite tra le forze proprie dell’area e le possibili forme di abitarla.


Bibliography

E. Batlle, El Jardín de la Metrópoli. Del paisaje romántico al espacio libre por una ciudad sostenible, Gustavo Gili, 2011