Sul "Disegno": una genealogia della disciplina

Enrico Cicalò
22 ottobre 2014


La parola Disegno è una parola non traducibile in quanto i suoi significati non possono essere negoziati. Disegno è una delle poche parole italiane che mantiene la sua riconoscibilità e la sua identità anche all’esterno dei confini nazionali, in maniera quasi universale. Se da un lato la sua traduzione costituisce in qualche modo un problema all’interno del dibattito disciplinare italiano - problema generato da esigenze di tipo prettamente burocratico - dall’altro, nel dibattito internazionale, tale problema viene superato attraverso il riconoscimento esplicito della sua naturale peculiarità legata ad un contesto storico e culturale particolare e insostituibile – intraducibile, appunto - che ha dato i natali non solo alla parola ma al concetto stesso di Disegno, inteso nella sua polisemica valenza di processo di ideazione, pratica di esecuzione e risultato da queste generato. A partire da queste riflessioni e ripercorrendo le radici storiche, artistiche e culturali, si possono indagare i molteplici significati della parola Disegno, così come argomentati all’interno del dibattito nazionale e internazionale. La parola, come sostiene Franco Cervellini, costituisce un patrimonio straordinario che necessità di essere salvaguardato e valorizzato, fondamentale per la comprensione e lo sviluppo della nostra cultura così come delle nostre scuole.


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